Viaggio molto, ma non sempre per lo stesso motivo, e di certo non sempre con le stesse persone.

A volte per lavoro. A volte solo per me. A volte con amici, il mio compagno, mio figlio o tutti insieme.

Penso che tutti questi viaggi contino.

Alla torre di Belém a Lisbona, in Portogallo.
Alla torre di Belém a Lisbona, in Portogallo.

Essere una famiglia non significa che ogni esperienza debba coinvolgere tutta la famiglia. Essere in coppia non significa smettere di aver bisogno di esperienze tutte tue.

A volte viaggio per lavoro

Da fuori possono sembrare vacanze, ma a volte sono lavoro con un aeroporto in mezzo.

Un immobile va controllato. Qualcosa va organizzato. Un problema di ristrutturazione richiede attenzione.

Naturalmente cerco comunque di godermi il posto. Probabilmente è per questo che un viaggio di lavoro si ritrova all’improvviso con un ristorante, una deviazione o un’altra visita a un immobile. A quanto pare non sono capace di fare semplicemente il lavoro e tornare. 😂

A volte viaggio da sola

Una volta, mentre tornavo a casa dalla Germania in macchina, il navigatore del telefono ha smesso di funzionare. Va bene, avevo quello dell’auto.

Poi ha smesso di funzionare anche quello.

Ed eccomi lì, da qualche parte tra la Germania e casa, con due sistemi di navigazione e assolutamente nessuna navigazione.

Ho fatto quello che farebbe qualsiasi persona sensata.

Ho lasciato la strada principale.

Cercavo qualcuno con un telefono funzionante. Invece mi sono ritrovata a esplorare Laufenburg per caso.

È per questo che viaggiare da sola fa per me. Perdermi non mi rovina automaticamente la giornata. Spesso la mia reazione è:

Beh… ormai sono qui. Cosa c’è qui?

A volte ritrovi la strada. A volte trovi prima un altro posto.

A volte viaggio con amici

I viaggi con amici danno alle amicizie tempo vero. Parli in modo diverso, ridi di altre cose e ritrovi il legame fuori dalle solite responsabilità.

Lo ammetto, le categorie non restano sempre ben separate.

Una volta ho viaggiato con mio figlio e un amico. Il mio amico ha incoraggiato mio figlio a bere. Si sono ubriacati entrambi.

Ero così seccata che, quando è stato il momento di andare, ho detto: «Vi siete messi voi in questa situazione. Potete aiutarvi a camminare a vicenda». 🤣

Sono partiti barcollando e sorreggendosi a vicenda, mentre io li seguivo chiedendomi cosa stessi facendo della mia vita.

Non il momento di condivisione che avevo previsto. Sicuramente un ricordo.

A volte siamo solo io e il mio compagno

Quando lavoro, immobili, figli e responsabilità si contendono l’attenzione, una relazione può diventare soprattutto logistica.

Chi fa cosa? Cosa va sistemato? A che ora partiamo? Li hai chiamati?

E nel nostro caso: «Posso dormire ancora un’ora?» 😂

Viaggiare solo noi due ci dà il tempo di tornare a essere una coppia, non soltanto due persone che mandano avanti una vita.

A volte siamo solo io e mio figlio

Il tempo da soli con tuo figlio è diverso dal tempo in famiglia. Parli in modo diverso. Noti altre cose. Crei ricordi che appartengono proprio a quel rapporto.

I viaggi in famiglia non lo sostituiscono. Lo completano.

E a volte viaggiamo tutti insieme

Quei viaggi entrano nella storia condivisa della famiglia: il posto che qualcuno ha odiato, il ristorante che tutti ricordano e il disastro che diventa divertente cinque anni dopo.

Non penso che un modo di viaggiare debba sostituire gli altri.

La lezione che mi sono portata dietro

Persone diverse fanno emergere parti diverse di me, e rapporti diversi hanno bisogno di tipi diversi di tempo.

Viaggiare separatamente non significa che manchi qualcosa. Dà alle mie amicizie, al rapporto con il mio compagno, a quello con mio figlio, alla vita familiare e al rapporto con me stessa lo spazio per esistere davvero.

Queste cose non sono in competizione tra loro.

Nella vita dovrebbe esserci spazio per tutte.